Il funambolismo (dal latino «camminare su una corda») è una pratica antica che veniva eseguita in Cina già 1800 anni fa. Da un punto di vista fisico possiamo vedere la fune come un asse e il centro di gravità del corpo dell’acrobata come un punto che ha la possibilità di ruotare attorno all’asse.
Se il centro di gravità non è esattamente perpendicolare alla fune, l’acrobata comincerà a sbilanciarsi e se non correggerà subito la sua posizione, cadrà.
Le aste che gli acrobati tengono in mano, lunghe una decina di metri, servono ad aumentare l’inerzia rotazionale del sistema acrobata–asta, permettendo così all’atleta di avere più tempo per riportare il suo centro di gravità nella giusta posizione prima di cominciare a ruotare attorno all’asse e quindi cadere.
Se poi l’asta non è rigida ma curva, grazie a grossi pesi apposti alle estremità, il lavoro dell’acrobata diventa ancora più semplice. Infatti in questo caso il centro di gravità del sistema viene a trovarsi più in basso e addirittura al di sotto dell’asse e quindi le possibilità di spostarsi dalla perpendicolare della fune senza per questo cadere sono ancora maggiori.