Gli ippopotami passano gran parte del giorno in acqua, mentre di notte si muovono alla ricerca di cibo. La pelle di questi mammiferi è molto spessa e contiene uno strato di grasso tanto notevole che può arrivare a pesare anche mezza tonnellata in un ippopotamo che pesi circa 4 tonnellate.
Le parti del corpo che rimangono fuori dall’acqua durante il giorno vengono protette dai raggi del Sole e dagli attacchi continui di insetti attraverso incrostazioni di fango che gli ippopotami si procurano strofinandosi per terra, ma soprattutto grazie alla produzione di una sostanza particolare.
Nei punti in cui è più difficile proteggersi come sul collo, dietro le orecchie o sulle palpebre, le loro ghiandole sudoripare producono un muco rossastro, risultante dall’unione di due pigmenti diversi, uno arancione e uno rosso. Il pigmento arancione serve da filtro solare e permette agli ippopotami di non «scottarsi» sotto il Sole dell’Africa, mentre il secondo pigmento funziona da antibiotico contro le punture degli insetti o contro le ferite che questi animali possono provocarsi lottando per la supremazia all’interno del loro branco.